| Paradisi arificiali rimessi a nuovo É stato uno dei primi alberghi di lusso a Mahé, nelle favolose isole Seychelles. Ma da qualche tempo il Fisherman's Cove aveva bisogno di cure, per ritornare ai fasti originari. Ci ha pensato Le Meridien, che lo ha rilevato affidandolo alle cure dei britannici ReardonSmith Architects, specializzati in architettura per alberghi glamorous. Il risultato è singolare, anche perché fa esplicito riferimento a un concetto su cui varrebbe la pena riflettere, soprattutto quando si parla di identità dei luoghi: re-landscape è il termine usato per descrivere un'operazione di completa riplasmazione del paesaggio originario, destinata a rendere l'ambiente naturale più vero del vero. Tutto il progetto è fondato sul fascino della vegetazione tropicale o della costa ocenaica, immaginando tuttavia che un turista possa apprezzare meglio le bellezze del luogo qualora queste corrispondano alla propria idea innata di bellezza del luogo. Comode passerelle danno accesso ai 28.000 mq di giardino, dove si è pensato d'introdurre grandi quantità d'acqua (ivi compresa una cascata), prima inesistenti. Simile sensazione di spaesamento si presenta a chi intenda fare il bagno: la piscina è protesa quasi a galleggiare sul mare, letteralmente confondendo le acque. L'albergo era già dotato di 60 stanze (ora tutte rinnovate grazie al fondamentale apporto del design italiano), ma sono state aggiunte 10 suite in forma di bungalow, nuova reinterpretazione di linguaggi e modelli vernacolari: come il Sunset Pavillion, proteso su un promotorio roccioso, saggiamente definito «immancabile sfondo per le foto di tutti gli sposi in viaggio di nozze». |
| From IL GIORNALE DELL'ARCHITETTURA Publication Date: January 2005
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